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Il pensiero critico italiano
Scrivere di cinema dal dopoguerra al web
Convegno di studi, Parma, 4-6 Giugno 2018

La morte e il principe: ipotesi per un videosaggio sul macabro nel cinema di Totò

Gabriele Gimmelli (Università di Bergamo)
Gli strumenti digitali hanno dato al critico e allo studioso di cinema la possibilità di modificare l'approccio al testo filmico: al posto della traduzione da un linguaggio all'altro, dalla pellicola alla pagina scritta, oggi è possibile affrontare un'analisi del prodotto audiovisivo mediante l'audiovisivo stesso. In che modo e secondo quali strategie argomentative il videosaggio possa avere un valore autenticamente conoscitivo - e non puramente descrittivo – rimane una questione aperta. A modo mio, ho cercato di rispondere alla domanda attraverso il videosaggio La morte e il principe, che ho realizzato con la collaborazione di Diego Marcon. Siamo partiti da una suggestione poetica e da una constatazione spettatoriale. La suggestione viene da un desiderio espresso da Fellini, quello di realizzare su Totò «un piccolo saggio cinematografico, un ritratto in movimento […] così come si fa con un documentario sulle giraffe, per esempio, o su certi pesci fosforescenti degli abissi marini»: un Totò, insomma, ridotto all'essenziale, alla pura fisicità e gestualità. Al di là del “sogno” felliniano, da spettatori ci eravamo resi conto della frequenza con cui, nei film di Totò, ricorrevano cadaveri veri e finti, di bare, funerali e cimiteri. Allo stesso modo, di quanto la figura stessa dell'attore napoletano avesse in sé una forte componente macabra, spettrale, capace al tempo stesso di divertire e inquietare. Un aspetto, di cui lo stesso Totò era peraltro consapevole, che alcuni critici e letterati (Marco Ramperti, Umberto Barbaro, Mario Soldati) avevano riscontrato già nelle sue performance teatrali degli anni Trenta; e sul quale altri studiosi sono ritornati negli ultimi decenni (uno su tutti: Alberto Anile). Si trattava quindi di utilizzare la forma del videosaggio non per “descrivere” ma per “svelare” un elemento che, soprattutto nei film realizzati da Totò nel corso degli anni Cinquanta, aveva finito per essere messo in ombra dai qui pro quo verbali, dalle sottotrame sentimentali, dalla volontà (non sempre necessaria) di “costruire” intorno a lui un universo narrativo più coerente.

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4 Giugno

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5 Giugno

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6 Giugno

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Archeologia del popolare. Il dibattito critico negli anni Sessanta italiani.